Cara “vecchia ISO 9001”

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Alla fine la cara vecchia 9001 chiude alcuni cerchi lasciati aperti nel tempo nella speranza che l’ingrediente di base che l’avrebbe dovuta sostenere sarebbe stato utilizzato, il buon senso!

Non è stato così! Non prendiamoci in giro, da 15 anni tutti gli addetti evidenziano le scarse competenze disponibili, le aziende che ci credono devono sottolineare il loro farlo “seriamente”, per la maggior parte delle aziende certificate è burocrazia scollegata dalle reali esigenze.

Per contro come evidenziato anche nel rapporto ufficiale Accredia Censis “Se la qualità è una delle leve strategiche della crescita del sistema produttivo italiano, allora lo strumento della certificazione assume una valenza alta…”

Le nostre PMI hanno bisogno di strumenti guida che possano aiutarle ad una necessaria riorganizzazione.

Oramai i commenti sulla qualità che sento soprattutto da chi ha preso molto e dato poco sono che è passata di moda!

Mi sento di dire senza ombra di dubbio che se accettiamo che il buon senso può passare di moda allora dobbiamo riconvertire ben altro che le nostre conoscenze.

Un mercato standardizzato costringe le aziende a far quadrare i bilanci con strategie di volumi, ovvero numeri alti riducendo i costi.

È quello che stanno facendo gli enti di certificazione e le società di consulenza che devono coprire costi alti di struttura e che “vendono” certificazioni.

Quindi è un problema della certificazione e delle scarse competenze del “sistema” che non aggiunge valore?

Per me sì!

L’utilità di un sistema di gestione passa attraverso la capacità dello stesso di essere uno strumento funzionale all’impresa e all’imprenditore che se ne assume il rischio.

Se la qualità non diventa un mezzo per aiutare le imprese a raggiungere obiettivi allora rimane un fine per avere un certificato appeso al muro.

Quindi il cliente della norma, come è stato ed è ancora, non è il vero cliente finale o l’impresa stessa ma l’ente!

Per quanto può continuare questo stato di cose?

Per la situazione appena delineata l’occasione offerta dalla nuova ISO 9001 è allettante. Il 23 settembre scorso è stata rilasciata la versione definitiva, ma non sono state fatte riflessioni serie a livello applicativo da quasi nessuno… eppure tutti ne parlano e qualcuno già si è lanciato sulle più classiche operazioni di restyling.

Per me è una follia, condita con una dose di “ingratitudine” rispetto ad un modello che esprime il suo massimo proprio nella umiltà di approccio e nella semplicità d’uso.

Forse il binomio certificazione-qualità è finito?

Sempre secondo me, la vera commodity è la certificazione e forse è giusto che lo sia.

Quello che non va bene è cercare di far pensare la stessa cosa della “qualità”.

Io non ci sto e tanti come me sono sicuro che non saranno disposti ad accettare che il valore dei sistemi di gestione che hanno caratterizzato gli ultimi 30 anni della crescita organizzativa delle nostre imprese si possa banalizzare in questo modo.

La nuova norma dicevo, chiude dei cerchi purtroppo lasciati aperti.

Il modello della ISO 9001 non si inventa nulla, ma mutua i più diffusi concetti di base delle teorie organizzative e cerca di renderli coerenti in un percorso di realizzazione del proprio sistema di management.

Prossimamente, su queste pagine, faremo qualche riflessione su questo argomento.