Cogliere la sfida, la nostra «resilienza»

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Concedetemi questo articolo strano, disarticolato… scritto di getto!

L’azienda è un insieme complesso di attività che tra loro si intersecano in un universo influenzato da contesti persone e rischi che rendono le variabili infinite.

Oggi più che mai il buon senso può aiutare a capire quanto sia necessario munirsi di nuovi strumenti affrontando con umiltà e serietà le sfide organizzative che si presentano.

Dobbiamo trovare il modo di reinventare il nostro agire con nuove competenze che potenziano una esperienza di sostanza.

Dobbiamo essere consapevoli promotori della utilità dei sistemi di gestione come mezzi che possono aiutare le imprese a gestire un po’ meglio la complessità che devono affrontare.

Questo passaggio mi è riapparso mentre stavo realizzando un po’ di ricerche sui lavori degli ultimi anni riguardo i temi della gestione dei rischi.

Nel cercare di semplificare qualche passaggio per spiegare la storia del risk management e delle relative norme ho ritrovato alcune slide che avevo realizzato per un evento tenutosi circa un anno fa e riguardanti i temi legati alla ISO 22301.

La resilienza organizzativa è una bellissima definizione che oggi credo sia molto interessante da ri-scoprire. Il termine “resilienza” è di solito usato per i materiali.  Semplificando, è la caratteristica che essi hanno di riprendersi dagli urti, ma applicato alle organizzazioni penso sia davvero perfetto per descrivere una delle caratteristiche importanti dei giorni nostri, e cioè la capacità di assorbire gli eventi negativi che possono essere ad esempio conseguenza del manifestarsi delle incertezze legate ai rischi.

E’ chiaro che più un’organizzazione è in grado di condurre un efficace analisi dei rischi, più è in grado di prevedere gli effetti dell’incertezza sugli obiettivi (= rischio, secondo la definizione della ISO 31000), e di conseguenza è più resiliente.

Non esiste ancora una “misura” del grado di resilienza, ma ritengo che alcune delle domande che ad oggi popolano le prospettive di analisi del contesto interno di RiskOne® o di UMIQ® possano rappresentare un ottimo punto di partenza per la costruzione di “marcatori” della resilienza.